Giorgio Bona vive a Frascaro, un piccolo paese del Monferrato tra Alessandria e Acqui Terme e ha lavorato nella P.A. occupandosi di Formazione professionale e Politiche del Lavoro.
Collaboratore di Thriller Magazine, attualmente collabora con Lavoro e Salute e Carmilla.
Suoi testi sono apparsi su diverse riviste e antologie quali Bad Prisma (Mondadori, 2009), Bersagli innocenti (Flaccovio, 2010) e Storia di martiri, ruffiani e giocatori ( Caratteri Mobili, 2012).
Con il libro di poesie “Omaggio il tempo” (Lietocollelibri, 2002) è stato finalista Premio Lorenzo Montano.
Tra i suoi libri “ Ciao, Trotzkij” (Besa, 2003), “Sangue di tutti noi” (Scritturapura, 2012, ristampa 2013) che ricostruisce l’omicidio del dissidente comunista Mario Acquaviva, “Le cicale cantano nel nostro silenzio” (A&b Editrice, 2018) su Maria Provera e la conquista delle otto ore, “Da qui all’eternit” (Scritturapura, 2021 secondo classificato Premio Augusto Monti) sulla questione amianto di Casale Monferrato.
Durante gli anni della laurea, nel 1981 si è trovato a Mosca e al governo c’era ancora Leonid Bresnev. Erano gli anni in cui l’epoca del socialismo reale si avviava verso il tramonto. Questa permanenza bastò a coinvolgerlo e a sedurlo, donandogli rintocchi passionali che non lo abbandoneranno più.
Nel 1999 sua la traduzione di “Fiabe dai Balkani a Vladivostock” una raccolta di fiabe della tradizione orale dei paesi dell’ex Unione sovietica. Successivamente “La lacrima della giovane comunista” (Arkadia, 2022), dedicato allo scrittore russo Venedikt Erofeev e “Dispacci da una stella chiamata sole” (I libri di Mompracem, 2024) che raccoglie una serie di articoli in forma di racconto comparsi su Carmillaonline che riguardano itinerari senza bussola nell’altra Russia, “Volevo soltanto salvare le mie parole” (Arkadia, 2025) dedicato al poeta russo Osip Mandel’stam.
Tra i suoi progetti una storia con protagonista la celebre Rock Star Russa Viktor Tsöj, scomparso a soli 28 anni in circostanze misteriose.

